Scritta il 23/10/2026 da NORA Property Care, che misura le case comparabili prima di dare un numero: chi siamo.
Airbnb ha cambiato le regole della casa, e il cambio ha una data: 20 novembre 2026. Non riguarda i soggiorni di quel periodo, ma le prenotazioni: la nuova politica si applica a tutte quelle fatte dal 20 novembre in poi, e lo dice il centro assistenza con una frase sola, «questa politica si applica a tutte le prenotazioni effettuate il 20 novembre 2026 o dopo». Le prenotazioni fatte prima di quella data non ricadono quindi sotto la politica nuova.
La notizia è circolata come una faccenda di piatti e lavatrici. La parte che conta per chi affitta in Italia è un'altra, e non cambia affatto.
Non si può chiedere all'ospite di:
Il criterio sotto gli esempi è questo: non si chiede all'ospite un'attività che richiede tempo o fatica rilevanti, o che normalmente farebbe chi si occupa delle pulizie.
E restano le eccezioni giustificate dal contesto: dove c'è una restrizione idrica si può chiedere di contenere la durata della doccia, e dove ci sono animali selvatici si possono imporre i contenitori chiusi. Il contesto va spiegato nell'annuncio.
Le regole della casa stanno adesso in sette voci fisse nella scheda dell'annuncio: numero massimo di ospiti per notte, orari di silenzio, eventi, animali, fumo (comprese le sigarette elettroniche), fotografia commerciale, chiusura a chiave all'uscita. Accanto, le richieste ragionevoli scritte da chi ospita.
Il punto che conta più dell'elenco: quello che non è scritto nell'annuncio prima della prenotazione non si può pretendere dopo, né con un messaggio, né con un cartello attaccato in casa.
Sono inoltre vietate le multe e le penali agli ospiti. Il contratto separato da firmare resta possibile solo in pochi casi dichiarati: dove lo impone una legge o un regolamento di condominio, per i soggiorni mensili e per alcune dotazioni opzionali. Fuori da quelli, non si può chiedere.
Fra i divieti ce n'è uno che sembra scontrarsi con la legge italiana: Airbnb scrive che chi ospita non può chiedere agli ospiti di firmare contratti separati né raccogliere dati personali come un documento d'identità.
Lo scontro non c'è, e la ragione è scritta nella stessa frase: il divieto fa salvo ciò che la legge richiede. In Italia la comunicazione dei dati di chi alloggia all'autorità di polizia è un obbligo di chi ospita, previsto dall'articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza ed esteso a chi affitta per periodi inferiori a trenta giorni dal decreto legge 113 del 2018, convertito nella legge 132 dello stesso anno. I dati si trasmettono attraverso il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato. È una norma dello Stato, la politica di Airbnb non la tocca, e l'adempimento resta come è oggi.
Quello che cade è la richiesta discrezionale di un documento, quella fatta per abitudine o per cautela propria, al di fuori di quell'obbligo.
Airbnb non descrive multe a carico di chi ospita, ma le conseguenze non sono nulle e non sono un elenco chiuso. Il percorso è questo: la richiesta non conforme viene evidenziata nella scheda dell'annuncio, arrivano le indicazioni per sistemarla e un avvertimento. Se la cosa non si risolve, sull'annuncio può comparire agli occhi degli ospiti un avviso che segnala la presenza di richieste di pulizia, e l'annuncio può essere mostrato meno nelle ricerche. Airbnb si riserva inoltre le altre misure previste dai suoi termini di servizio.
Una cosa sola, e si fa con calma: rileggere le regole scritte nel proprio annuncio, come le leggerebbe un ospite. Ci si arriva con tre domande.
1. C'è scritto qualcosa che chiede all'ospite un lavoro vero prima di partire? Va tolto, o riscritto come cortesia e non come regola.
2. C'è una penale, una trattenuta o una multa scritta fra le regole? Va tolta.
3. Tutto quello che pretendiamo è scritto nell'annuncio, o una parte vive solo nel messaggio di benvenuto e nei cartelli in casa? Se vive lì, dal 20 novembre non si può pretendere.
Chi ha affidato la casa a una gestione professionale queste tre domande le gira a chi gestisce l'annuncio: la revisione delle regole è parte del lavoro ordinario sulla scheda. La valutazione è gratuita e comprende anche questa lettura.
Fonti e natura dei dati: centro risorse per chi ospita di Airbnb, «Important changes to house rules», per il cambio e la data; centro assistenza di Airbnb, articolo 4168 sulla politica delle regole della casa e delle richieste ragionevoli, per l'ambito di applicazione, gli esempi e le conseguenze. Entrambe le pagine lette il 23 ottobre 2026, e gli esempi riportati qui sopra sono quelli scritti da Airbnb, tradotti. L'obbligo italiano di comunicazione all'autorità di polizia è nominato per la sua norma, l'articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza con l'estensione del decreto legge 113 del 2018: termini e sanzioni non sono riportati qui, perché su quelli le fonti consultate oggi sono di secondo grado e vanno lette sul testo vigente. Questa pagina non è un parere e non sostituisce la lettura delle condizioni del portale che si usa.
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