Aggiornato il 18/08/2026. Scritta da NORA Property Care, che misura le case comparabili prima di dare un numero: chi siamo.
È il numero che compare in ogni presentazione e in ogni promessa: la percentuale di occupazione. Ed è anche il numero più facile da fraintendere, perché quasi nessuno dice su cosa è calcolato.
Perché le piattaforme di dati tolgono i giorni bloccati dal denominatore. L'occupazione non è «notti vendute su 365»: è «notti vendute sui giorni in cui la casa era prenotabile». Quindi una casa aperta due mesi e piena in quei due mesi risulta occupata al 100%, esattamente come una casa aperta tutto l'anno e sempre piena. Sono due situazioni economicamente lontanissime, e il numero è lo stesso.
È scritto nella documentazione delle piattaforme, non è un sospetto. La conseguenza pratica è una sola: l'occupazione va letta sempre accoppiata ai giorni disponibili. Da sola non risponde a nessuna domanda utile.
Quello che mette insieme le due cose: quanto ha prodotto la casa in un anno intero, e con quanti giorni aperti. Se ti fanno vedere una percentuale senza il calendario accanto, manca metà del conto.
Un secondo numero utile è il ricavo per giorno disponibile, che mette insieme prezzo e riempimento in un numero solo. Attenzione però: il formato pesa comunque sulla tariffa, quindi il confronto giusto resta fra case simili.
La media al posto della mediana. In quasi tutte le zone turistiche poche case molto costose tirano su la media di due o tre volte. Nella stessa zona in cui la media diceva 17.737 €, la mediana era circa 7.000 €: metà del parco stava sotto quella cifra. La media descrive un immobile che non esiste. Ne parliamo qui: media o mediana.
Il confronto con la baseline sbagliata. «Fino al più quaranta per cento» non vuol dire niente se non si dice rispetto a cosa. Rispetto all'affitto residenziale tradizionale, chiunque fa più quaranta per cento: è il paragone che rende buono qualsiasi risultato.
Il ricavo lordo scambiato per reddito. Fra quello che pagano le persone che soggiornano e quello che resta al proprietario ci sono pulizie, biancheria, commissioni dei portali, imposte e il compenso di chi gestisce. Un numero grande in cima può diventare piccolo in fondo, e il confronto onesto si fa sull'ultima riga, non sulla prima.
Tre domande, e si fanno a chiunque presenti un numero.
Se le risposte non ci sono, il numero non è sbagliato: è inservibile, che è peggio, perché sembra un'informazione.
Natura del dato: osservato e verificato da NORA, agosto 2026, su dodici mercati del sud Sardegna.
Ogni numero che scriviamo a un proprietario porta con sé la sua fonte, la sua data e la sua natura: raccontato, osservato, verificato o concordato. Non è pignoleria. È l'unico modo per cui, quando il numero è buono, ci si può credere.
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